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Cultura & Tempo Libero
Lucia Pescador: I portatori d'anima PDF Stampa E-mail
Giovedì 10 Febbraio 2022 15:45
Lucia Pescador: I portatori d'anima

Leogalleries è lieta di ospitare la mostra personale di Lucia Pescador, vincitrice del premio alla carriera della diciassettesima edizione del Premio Morlotti-Imbersago.
La mostra mette in luce l'elemento fondante del lavoro dell'artista: la memoria. Da sempre, infatti, cataloga, archivia, inventaria.
Inaugurazione: sabato 19 febbraio dalle 17 alle 19
In mostra dal 19 febbraio al 12 marzo
Orario di apertura: mar-sab 10-13 | 15-19
Monza, Via De Gradi 10
Per accedere è necessario Green pass rafforzato.
 
L’idea della posta fiorita: il reale messaggio che sta dietro ai fiori PDF Stampa E-mail
Giovedì 03 Febbraio 2022 16:04

Giulia, la fiorista social della Brianza, ha pensato per questo San Valentino di mandare il messaggio più semplice e genuino che esista: l’amore è uguale per tutti.

Con la sua pagina Instagram (https://www.instagram.com/ilmercatinodeifiori_carateb/?hl=it) arriva quasi a quattromila follower e quest’anno ha deciso di organizzare lo Shooting di San Valentino cercando di trasmettere questo messaggio molto forte e attuale.

Sono state scelte tre coppie: una multiculturale, una omosessuale e una di over.

Ci ribadisce che “Il senso di voler scegliere queste figure così diverse, è che ci si ama a qualsiasi età e si sta insieme combattendo contro qualsiasi stereotipo.

Nel 2022 stiamo cominciando ad abbattere alcune barriere culturali, ma la strada è ancora lunga.”

Il bellissimo messaggio che vuole trasmettere, attraverso anche i suoi fiori, è proprio questo: bisogna lasciare libertà all’amore di rendere felice chi vuole essere colpito da questa felicità.

Ha creato questa magica Box, si chiama Posta Fiorita, si tratta di una busta con all’interno fiori e ci parlano come fossero delle parole scritte su carta.

La sua idea è nata dal fatto che spesso le persone si nascondono dietro a un pc o uno smartphone, senza avere un reale contatto sociale e questo progetto potrebbe essere un modo per ritrovare il coraggio di staccarsi per un attimo dalla tecnologia e tornare a guardarsi negli occhi.

Giulia è titolare del negozio insieme ai suoi genitori, la loro attività esiste dal 1979.

Ha deciso di lasciare la carriera nella moda a Milano per dedicarsi all’attività di famiglia dal gennaio 2020, stravolgendo con i social il loro target e la loro missione per gli anni a venire.

 
Teatro alla Scala. La Calisto PDF Stampa E-mail
Domenica 30 Gennaio 2022 07:55
(Vittoria Lìcari) A tredici anni dalla rappresentazione della Didone, Pier Francesco Caletti-Bruni, meglio noto come Francesco Cavalli (Crema, 1602 – Venezia, 1676) è tornato con una sua opera alla Scala.
Si è trattato, questa volta, della Calisto, su libretto di Giovanni Faustini dalle Metamorfosi di Ovidio, in cui si narra di come Giove, sceso con Mercurio sulla terra bruciata dal passaggio del carro di Fetonte, si invaghisca della ninfa Calisto, seguace di Diana, e per conquistarla assuma l’aspetto di Diana stessa, la quale, invece, è attratta dal pastore Endimione.
Giunone, moglie gelosa di Giove, per vendetta trasforma Calisto in orsa, ma Giove pone parziale rimedio a tale vendetta trasformando la sventurata ninfa nella costellazione dell’Orsa Maggiore. Non essendo questo autore fra i più noti al grande pubblico, appare opportuno darne qualche cenno biografico che aiuti il lettore a inquadrarlo storicamente. Figlio di Giovan Battista Caletti-Bruni, compositore, organista, e probabilmente maestro di cappella del Duomo di Crema, assunse il cognome di Cavalli in onore del suo mecenate Federigo Cavalli, podestà di Crema – città che allora si trovava nel territorio della Repubblica di Venezia – il quale, una volta lasciata la carica e rientrato nella capitale, aveva condotto con sé il giovane Francesco, consentendogli così di entrare nell’orbita di Claudio Monteverdi, maestro della cappella musicale di San Marco, del quale, con ogni probabilità, divenne allievo.
Godette di grande fama anche nel resto dell’Italia, in Francia e in Inghilterra, e fu attivo sia come operista, sia come autore di musica sacra; il medico e librettista fiorentino Giovanni Andrea Moniglia nel 1658 scrisse di lui che era «reputato il primo compositore d’Italia, particolarmente sopra lo stile drammatico».
La celebre cantante Barbara Strozzi lo ebbe come insegnante e numerosissime e ben documentate sono le attestazioni di stima da parte dei suoi contemporanei, non solo come compositore, ma anche come cantore e organista. Nella prefazione alle sue Musiche sacre del 1656, Cavalli scrive: «Il mio Genio è stato sempre lontano dalle stampe: e ho piuttosto acconsentito a lasciar correre le mie debolezze dove le portò la fortuna col mezzo della penna, che con quello de’ torchi». Ecco perché ciò che non è andato perduto della sua opera ci è pervenuto in forma manoscritta, comprendente sia autografi, sia copie, che nel secolo diciannovesimo vennero donati alla Biblioteca Marciana dalla famiglia Contarini, che ne era proprietaria.
 
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Aura, the immersive light experience alla FABBRICA DEL VAPORE DI MILANO PDF Stampa E-mail
Mercoledì 12 Gennaio 2022 21:12
(Vittoria Licari) Fino al 9 gennaio è possibile visitare alla Fabbrica del Vapore di Milano AURA, THE IMMERSIVE LIGHT EXPERIENCE, dove colore e luce diventano i protagonisti assoluti di una esperienza totalmente immersiva, in cui lo spettatore si trasforma in attore di uno spettacolo creativo.
 
L’idea nasce dalla teoria di origine orientale secondo cui l’aura di ciascuno di noi - ovvero quella emanazione luminosa che circonderebbe tutti gli esseri viventi, pur rimanendo invisibile alla normale percezione - interagisce con quella di chi ci è vicino, catalizzando campi energetici nuovi ed emettendo nuove luminosità. Questo allestimento rende tale concetto percepibile a tutti attraverso sofisticatissime tecnologie che sono innanzitutto originali atti creativi e nasce dalla collaborazione fra Pepper’s Ghost – importante firma creativa della digital art – e Sila Sveta, la più grande realtà al mondo nella produzione di installazioni immersive. I visitatori vengono appunto “immersi” in un insieme di luci e suoni che stimolano i sensi e le emozioni. Lo scopo è quello di realizzare un’opera d’arte digitale che trasformi l’ambiente con la collaborazione dei visitatori stessi, i quali sono quindi parte integrante e attiva di un copione diviso in due atti che, però, non si ripete mai in modo identico in quanto modificato dai movimenti dei presenti, che creano così una originale e interessante interazione fra umano e digitale. Ogni visitatore è dunque autore di una sua storia tra luci, proiezioni e spazio, emozioni, sorprese e stravolgimenti in un ambiente simile a un universo parallelo.

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