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Giovedì 04 Marzo 2021 12:19 |
Si è chiuso con la fine di febbraio, e con uno straordinario numero di partecipanti, il Concorso internazionale di chitarra classica "Gaetano Marziali" di Seveso.
La crisi del mondo musicale, causata dalla pandemia di Covid, non accenna a risolversi e, mentre teatri e sale da concerto si dividono fra streaming e pause forzate, sono pochi i luoghi in cui si può continuare a fare cultura.
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Giovedì 04 Marzo 2021 12:12 |
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Mercoledì 24 Febbraio 2021 20:03 |
Villa Contemporanea è lieta di presentare la collettiva Esercizi di purezza, con le opere di Elisa Cella, Alberto Gianfreda, Camilla Marinoni, Max Marra e Eva Reguzzoni. Sono esposte opere differenti tra loro ma accomunate, oltre che dal colore, da una similitudine nell’approccio del fare artistico. Domina il bianco che simbolicamente diventa il punto di partenza di una rinascita interiore, della ricerca di una “purezza” che si esterna attraverso media diversi: la carta (Camilla Marinoni, Eva Reguzzoni), la tela (Elisa Cella, Max Marra) e la scultura (Alberto Gianfreda). Il bianco si fa amplificatore di sentimenti profondi, nel suo candore cela turbamenti ma anche nuove possibilità espressive.
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Mercoledì 24 Febbraio 2021 19:49 |
 ( Vittoria Licari) Cambiano i tempi, e cambiano le modalità di fruizione dell’opera lirica. Il melodramma delle origini era riservato a un pubblico ristretto, composto da aristocratici della cui educazione la musica e la danza erano componenti essenziali, e che prendevano spesso parte attiva agli spettacoli allestiti nei saloni dei loro palazzi. Nel volgere di pochi anni il dramma in musica fece il suo ingresso nei teatri pubblici, dove chi aveva i mezzi per pagare il biglietto subentrò, di fatto, ai “signori” che prima ne detenevano l’esclusiva per censo.
Iniziava così la “democratizzazione” dell’opera, che ne influenzò profondamente l’evoluzione stilistica, con le conseguenti ricadute sulla storia della vocalità che sono oggi oggetto di studio e riflessione da parte degli studiosi della materia. In Italia, fino a tutti gli anni Sessanta del secolo scorso l’opera era un genere “popolare” nel senso etimologico del termine; mia madre, per esempio, ricordava che uno dei suoi nonni, semplice operaio dotato di una bella voce di basso, quando tutta la famiglia si riuniva intorno alla tavola natalizia era solito intonare “La Vergine degli Angeli”.
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