| Giuochi d’Un Tempo in modo scientifico |
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| Domenica 15 Febbraio 2015 08:17 |
Gli studenti della 4a di “Scienze Umane” dello “Istituto Leone Dehon” prendono, dal pensionato Stefano Mauri, il testimone e diventano loro medesimi insegnanti di questa disciplinaIl volontario Stefano Mauri, dopo aver “istruito”, insieme all’insegnante di scienze motorie professoressa Iris Oliva, le ragazze e i ragazzi (ben 29 studenti) del “Liceo Dehon” di “Scienze Umane”, si accingono a sperimentare il “Progetto Pilota” relativo ai “Giuochi d’Un Tempo” nelle scuole elementari cittadine.
In realtà parallelamente si sono già effettuati degli interventi in diverse scuole, senza però che queste potessero rientrare nel vero progetto, a causa di insufficienti risorse umane dei proponenti, insomma le richieste sono state superiori alle aspettative.
Come si ricorderà l’idea originale, proposta e accolta dagli organi competenti, è stata quella di segnare le virtù insite in tali giochi, che sono caratterizzati dalla semplice praticabilità, dalla estrema economicità, dalla straordinaria capacità di adattare comportamenti individuali all’auto-disciplina, oltre a garantire una sana attività motoria. Ma di quali giochi si parla, semplice, per esempio di : Tulìtt-s'cincàss / Ta-ga-lé / Spièrla / Palla-prigioniera / Tulìtt-spàna / Tìro alla fune / Gandulìtt / Corsa3gambe / Tulìtt in pìsta / Corsa in di sàcch / Figurìtt / Salta la còrda / Pàsarela / Tràmpoll. In termini psico-pedagogici i bambini possono acquisire fattori positivi sia caratteriali sia fisici, ossia: Apprendimento, attraverso il gioco, degli schemi motori di base - Autostima e sicurezza - Saper agire per un fine comune - Reciproco rispetto e osservanza di regole - Sinergia tra abilità fisiche e cognitive - Sviluppare le capacità comunicative e di relazione - Gestire in modo costruttivo la vittoria e la sconfitta - Saper utilizzare schemi motori, acquisiti in risoluzione di problemi-strategie, necessari per la buona riuscita del gioco - Sapersi muovere e giocare in situazioni diverse. Come annunciato il “Progetto Pilota”, fin dal principio aveva previsto due tempi (quadrimestri) di realizzazione. Infatti nel primo, Stefano Mauri, si è recato per un’ora alla settimana per tutto il quadrimestre al “Liceo Dehon” per insegnare agli studenti sedicenni le astuzie, le malizie, i pregi, le doti insite in detti “Giuochi d’Un Tempo”, non mancando di abbinare lo svago al contesto socio-culturale dell’epoca passata, includendo quindi momenti d’insegnamento della “Lingua Locale” il Munsciàsch; nel secondo quadrimestre (da febbraio), saranno gli studenti ad andare nelle diverse scuole elementari dalle classi terze alle quinte. Undici saranno le classi coinvolte in tale “stage” che vedranno coinvolti circa 150 alunni. In realtà “Giuochi d’Un Tempo”, come “extra stage” ha impegnato oltre 380 alunni, pari a 18 classi per un totale di ca. 140 ore e ben 35 insegnanti sono state coinvolte. Quest’anno le scuole coinvolte a pieno titolo nel “Progetto Pilota”, sono la “Alfieri”, la “Citterio” e il “Padre di Francia”. Proprio per il carattere pedagogico che si vuol imprimere a tale attività, una volta finita la fase di apprendimento, agli studenti si distribuirà un questionario per la valutazione dell’insegnamento; mentre al termine dell’anno scolastico gli studenti, oltre essere oggetto di giudizio delle insegnanti ospitanti delle scuole, redigeranno un “resoconto” sulla esperienza appena conclusa, quindi si aggiudicheranno dei “crediti” per la loro valutazione scolastica finale. È pure da aggiungere che gli studenti tramite questo “Progetto Pilota” fruiscono della possibilità pratica di “lavorare” su uno dei “campi” consoni al loro percorso di studi; secondariamente, tale “sperimentazione” permette loro di capire meglio uno degli sbocchi lavorativi o, di scegliersi con maggiore consapevolezza l’indirizzo degli studi da intraprendere in sede universitaria. In altre parole è un esperimento unico nel suo genere e grazie al merito del rettore Padre Bernardino Bocchian, i presidi: dottoressa Petronilla Ieracitano, dottor Massimo Granata e la rev. Madre Ambrosina Misuraca oltre che degli insegnanti, genitori e della figura del volontariato che con convinzione, capacità e determinazione hanno tutti assieme creduto nelle potenzialità (fin’ora inesplorate) di questi “Giuochi d’Un Tempo”. Altresì, proprio a sottolineare che questi giochi sono un patrimonio della collettività, è stata prevista anche una “Festa Finale” (a coronamento dell’esperienza) che è intesa a coinvolgere oltre le scuole pure la cittadinanza intera (avulsa da limiti d’età e sesso); si ricorda infatti che il record d’età di partecipazione, spetta alla signora Maria di 89 anni che il 30 settembre 2012, partecipò alla “olimpiade” dei “Giuochi d’Un Tempo” appunto, organizzata allora dall’associazione “Classe 1949 Monza”.
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Gli studenti della 4a di “Scienze Umane” dello “Istituto Leone Dehon” prendono, dal pensionato Stefano Mauri, il testimone e diventano loro medesimi insegnanti di questa disciplina