| Fiorenzo e i Barabìtt della via Ugo Bassi |
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| Sabato 01 Luglio 2017 04:14 |
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Stefano Mauri, è autore di una nuova fiàba “Fiorenzo e i Barabìtt della via Ugo Bassi“, che è disponibile presso “Libraccio” di Via V. Emanuele 15 - Monza
L’autore, visto il successo riscontrato con la prima fiaba (Bóccolo e la formica Nú), ripropone un’altra novèlla, questa volta però non più attraverso un dialogo fra un essere umano e un animale, bensì fra esseri dello stesso “regno”: quello umano! Stefano Mauri ancora una volta si addentra nel mondo del fantastico, per costruire una storia tramite una combriccola di amici d’infanzia: i Barabìtt, appunto! Anche questa volta egli incarica “Sofranèll” (suo pseudonimo) di elaborare una trama che vede protagonisti, oltre al signor Corea, tre bambine e i cinque bambini. Come ormai da suo attributo, il racconto è caratterizzato dal valore aggiunto del richiamo a nomi dialettali, veramente in uso in quella sua epoca: Sartèll, Cadrèga, Scavèzz, Offelee, Barabìn.Stefano Mauri, sulla base di fatti realmente accaduti, giocando con l’immaginazione, elabora una storia che dal semplice vivere del quotidiano dei bambini trae spunto per evidenziare il loro grande potenziale di altruismo. Verosimilmente tale favola può testimoniare l’importanza del saper coniugare “svago” spensierato a “diletto” creativo e meritorio. La storia propone momenti di sconforto e di ideazione, come pure di reazione e di accomodamento in un contesto sociale realistico.
Il libro, oltre offrire una narrazione adatta a tutti, fa uso di pregevoli illustrazioni fatte a mano che sono riproposte (al termine del libro stesso) in ben 13 tavole in bianco/nero che il lettore potrà colorare a suo piacimento. |

Stefano Mauri ancora una volta si addentra nel mondo del fantastico, per costruire una storia tramite una combriccola di amici d’infanzia: i Barabìtt, appunto! Anche questa volta egli incarica “Sofranèll” (suo pseudonimo) di elaborare una trama che vede protagonisti, oltre al signor Corea, tre bambine e i cinque bambini. Come ormai da suo attributo, il racconto è caratterizzato dal valore aggiunto del richiamo a nomi dialettali, veramente in uso in quella sua epoca: Sartèll, Cadrèga, Scavèzz, Offelee, Barabìn.