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Festival Donizetti: tutto pronto per l'ottava edizione PDF Stampa E-mail
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Martedì 11 Ottobre 2022 12:24
È tutto pronto per l’ottava edizione del Donizetti Opera, festival internazionale dedicato al grande compositore bergamasco, organizzato dalla Fondazione Teatro Donizetti presieduta da Giorgio Berta, con la direzione generale di Massimo Boffelli, la direzione artistica di Francesco Micheli e quella musicale di Riccardo Frizza, che si svolgerà a Bergamo “Città di Gaetano Donizetti” dal 18 novembre al 4 dicembre 2022.
 
Una nuova edizione del festival Donizetti Opera – già vincitore dell’“Opera Award” della critica tedesca come miglior festival europeo – che indaga attraverso le diverse produzioni le varianti del “contrasto generazionale”. Il programma si articola in tre titoli operistici donizettiani e una serie di appuntamenti concertistici e attività collaterali che verranno presentati in dettaglio il prossimo 17 ottobre a Bergamo: al Teatro Donizetti andranno in scena La favorite (18 e 27 novembre, 3 dicembre) e L’aio nell’imbarazzo (20 e 26 novembre, 2 dicembre); al Teatro Sociale invece Chiara e Serafina (19 e 25 novembre, 4 dicembre). “Largo ai giovani” potrebbe essere il motto dell'intero programma, visto che il rapporto fra genitori e figli, fra adulti e giovani, è al centro della drammaturgia, così come quello fra maestri e allievi, veterani ed esordienti, caratterizza le produzioni.
 
«Il mondo presente – dichiara il direttore artistico Francesco Micheli – è in rapida e sorprendente evoluzione. Il cambiamento è l’unica certezza, oggi come 200 anni fa. Nel 1822 il giovane Gaetano Donizetti debutta al Teatro alla Scala con l’opera Chiara e Serafina, affacciandosi verso un mondo incerto, pieno di tracolli, di mutamenti e… di fiaschi. Questo l’esito del debutto del compositore nel tempio milanese. Nostro dovere è riportare in auge quest’opera complicata e romanzesca, e lo faremo con i giovani dell’Accademia Teatro alla Scala guidati da Pietro Spagnoli, coi quali cercheremo di superare il cruciale crocevia della vicenda narrata creando un’alleanza inedita tra le generazioni. Giovani che diventano adulti e adulti che cercano di costruire un mondo migliore per i giovani. Questo è il mondo che è importante progettare e in cui credere in questo momento. Qual è il nostro punto di riferimento? Il giovane Gaetano, che apprende dalla vita stessa la strada per costruire il proprio mondo. L’impresa può essere ardua, se regna la paura: L’aio nell’imbarazzo è infatti la storia di un padre talmente terrorizzato dal mondo da rinchiudere fino all’età di quarant’anni i propri figli. Più che la trama di un’opera, sembra l’oroscopo del nostro tempo. Nella Favorite un ragazzo e una ragazza, che vengono da due luoghi appartati dal mondo, il gineceo e il monastero, si ritrovano per cercare una nuova strada, una nuova libertà. Verranno annientati. Storie di ieri che definiscono temi classici capaci di illuminare il presente. Dedichiamo questo festival ai giovani bergamaschi, coscritti del più famoso conterraneo della storia».
 
«Sulla scia della riflessione intorno al tema generazionale – ha spiegato il direttore musicale Riccardo Frizza – la musica è sempre stata in prima linea, essendosi tradizionalmente basata sul rapporto tra maestri e allievi, così come tra interpreti di più lunga carriera e nuove promesse. In tal senso, questa edizione del festival – programmaticamente ispirata al rapporto fra maestro e allievo che legava Giovanni Simone Mayr e Gaetano Donizetti - affianca in scena esperti del repertorio come Alex Esposito, Alessandro Corbelli, Javier Camarena, Pietro Spagnoli, Annalisa Stroppa, Floriana Sempey, a un folto gruppo di nuove voci, forti di percorsi formativi di eccellenza che, fra l’altro, simboleggiano la vocazione festivaliera a essere anche una vetrina di talenti».
 
 
Due i titoli che saranno messi in scena al Teatro Donizetti: un grand-opéra della maturità del compositore, La favorite (1840), e il melodramma giocoso giovanile L’aio nell’imbarazzo (1824). Il Teatro Sociale è invece come sempre “la casa” del progetto #Donizetti200, che quest’anno ospiterà una tappa importante, l’opera che segnò il debutto (non felice) del compositore bergamasco al Teatro alla Scala, e che dopo quelle rappresentazioni del 1822 è stata praticamente dimenticata e mai più eseguita: Chiara e Serafina, ossia Il pirata.
Fondamentale come sempre, nella stesura del programma festivaliero e nella scelta delle edizioni o nella loro ricostruzione filologica, è l’attività di studio e ricerca sull’eredità e la codifica dell’identità musicale operistica di Donizetti, affidata alle cure della sezione scientifica della Fondazione Teatro Donizetti, diretta da Paolo Fabbri.
 
Per La favorite (Teatro Donizetti 18 e 27 novembre, 3 dicembre) nell’edizione critica a cura di Rebecca Harris-Warrick, edita da Ricordi con la collaborazione e il contributo del Comune di Bergamo e della Fondazione Teatro Donizetti, sarà sul podio il direttore musicale del festival Riccardo Frizza, alla guida dell’Orchestra Donizetti Opera. Lo spettacolo – un nuovo allestimento in coproduzione con l’Opéra National de Bordeaux – è firmato da Valentina Carrasco con il suo team composto, per le scene, da Carles Berga e Peter van Praet (quest’ultimo anche lighting designer), Silvia Aymonino (costumi) e Massimiliano Volpini (coreografia). In prima esecuzione all’Opéra di Parigi nel 1840, oggi possiamo dire che La favorite è l’opera “figlia” dell’Ange de Nisida, riscoperta e messa in scena in prima assoluta a Bergamo nel 2019. Il cast di rilievo affianca interpreti come il mezzosoprano Annalisa Stroppa (Léonor), il tenore Javier Camarena (Fernand), il baritono Florian Sempey (Alphonse XI), e ancora Evgeny Stavinsky (Barthazar), Edoardo Milletti (Don Gaspar) e Caterina Di Tonno (Inès). Il Coro sarà costituito dagli elementi del Coro Donizetti Opera e da quelli dell’Accademia Teatro alla Scala diretti da Salvo Sgrò.
 
L’ajo nell’imbarazzo (Teatro Donizetti 20 e 26 novembre, 2 dicembre), rappresentato a Roma nel 1824, è uno dei primi grandi successi di Donizetti: opera buffa sul modello rossiniano, dove però affiora già lo scavo psicologico delle grandi commedie della maturità del bergamasco. Presentato nella nuova edizione critica di Maria Chiara Bertieri per la Fondazione Teatro Donizetti, è il titolo della “Bottega Donizetti”, la bottega d’ispirazione rinascimentale dove il basso-baritono bergamasco Alex Esposito trasmette sapere teatrale e tecnica vocale ai giovani cantanti selezionati in tutto il mondo. I cinque allievi della “Bottega Donizetti 2022” – selezionati fra centotrentacinque candidati, nati a partire dal 1990 – sono: il soprano Marilena Ruta (Madama Gilda Tallemanni), il tenore Lorenzo Martelli (il marchese Enrico), il tenore Francesco Lucii (il marchese Pippetto), il mezzosoprano Caterina Dellaere (Leonarda) e il basso-baritono Lorenzo Liberali (Simone).
A loro è affidato L’aio nell’imbarazzo, con la presenza dello stesso Esposito – che per l’occasione torna eccezionalmente a una vocalità che lo ha caratterizzato all’inizio della carriera – nella parte del titolo; e con un altro maestro carismatico come Alessandro Corbelli nei panni di don Giulio, il padre che tiene segregati i figli in casa per paura delle donne. Dirige l’Orchestra Donizetti Opera un altro giovane, Vincenzo Milletarì. La regia è firmata dal direttore artistico del Festival, Francesco Micheli, le scene sono di Mauro Tinti, i costumi di Giada Masi, la drammaturgia di Alberto Mattioli.
 
La riscoperta del Festival 2022 è senz’altro Chiara e Serafina (Teatro Sociale 19 e 25 novembre, 4 dicembre), il titolo del progetto #Donizetti200, mai più in scena dopo il 1822. Il Festival le offre la prova d’appello in una produzione condivisa con l’Accademia Teatro alla Scala – con la quale prosegue il pluriennale e fruttuoso rapporto di collaborazione – i cui allievi dei corsi di perfezionamento formeranno la compagnia di cantanti, il Coro (diretto da Salvo Sgrò), con uno chaperon come Pietro Spagnoli (docente dei corsi di perfezionamento della stessa Istituzione milanese) nella parte di Don Meschino. Sul podio c’è Sesto Quatrini; regia, scene e costumi sono di Gianluca Falaschi; la drammaturgia è di Mattia Palma; l’orchestra “Gli Originali” prosegue la sua esplorazione donizettiana sugli strumenti d’epoca. A questo titolo saranno legate anche una serie di attività per le scuole.
 
Gli spettacoli avranno inizio alle ore 20 nei giorni feriali e alle ore 15.30 la domenica.
_______________________________________
Per informazioni:
www.gaetanodonizetti.org
Biglietteria:
Piazza Cavour, 15 – Bergamo – T. 035 4160601/602/603 – martedì-sabato, ore 13-20
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Prezzi dei biglietti:
– opere al Teatro Donizetti: da 110 euro a 15 euro
– opere al Teatro Sociale: da 90 euro a 15 euro

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L' Editoriale

La gente come noi non molla mai … ed il Monza vola in A

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calciom(Laura Giulia D'Orso). “Io sono del Monza: non riusciremo mai ad andare in Serie A”. Questa mitica frase pronunciata da Renato Pozzetto nel film del 1979 “Agenzia Riccardo Finzi… praticamente detective” fotografava da oltre trent’anni lo stato d’animo di ironica rassegnazione nonostante il quale migliaia di brianzoli trovavano la forza di tifare per il Monza.

Prima al Sada, poi al Brianteo, vari ricordi di bravi giocatori cresciuti nel Monza e poi comprati che hanno fatto la nostra storia. Ieri, 29 maggio 2022 la storia è stata scritta da un manipolo di ragazzi tenaci, grintosi, capaci di non piangersi addosso, da un allenatore pacato quanto attento e severo e da uno staff tecnico e dirigenziale da fare invidia.

E finalmente l’incantesimo si è spezzato e sulle note di Destinazione Paradiso il Monza Calcio entra nell’Olimpo delle grandi! Orgoglio longobardo, compostezza brianzola, tifo mai oltre le righe. Mentre il Maxischermo trasmetteva un’interminabile partita con risultati da montagne russe i ragazzi hanno cantato e cantato per tutta la notte.

Gli account di twitter dell’AC Milan e del FC Inter ci hanno cinguettato un augurante e sportivo “benvenuti per la storica promozione nel club più esclusivo del calcio italiano, la serie A”.

Piacevole sensazione.

E mentre in piazza si festeggia incontrando Aldo Baglio o Filippo Tortu ti sembra tutto un po’ strano e in sottofondo, nella tua testa senti Gino Paoli cantare …. eravamo quattro amici al bar che volevano cambiare il mondo ti vengono in mente il dott. Sada, la Simmenthal, la famiglia Cappelletti, l’ostinazione di Alfredo Magni, i Giambelli con dei giovani Costacurta, Pierluigi Casiraghi, Monelli e Begnini, i Colombo, il gruppo Finivest … il passato si fonde con il presente, le figurine della Panini che tenevo nella tasca del grembiule bianco alle elementari per gli scambi durante la ricreazione si mischiamo con la tecnologia di Fifa 2022/23.

Sapete che c’è? Mi piace pensare a Zio Bes, il Maestro come lo chiamavamo con deferenza, noi giornalisti, chissà mai che qualche “aggiustatina” alla palla dal grande campo del cielo lo abbia pure fatto! e allora è vero ... destinazione ParAdiso

Un viaggio ha senso solo senza ritorno

Se non in volo

Senza fermate nè confini

Solo orizzonti neanche troppo lontani

Io mi prenderò il mio posto

E tu seduta lì al mio fianco

Mi dirai

Destinazione paradiso

C'è che c'è, c'è che prendo un treno

Che va a paradiso città

Io mi prenderò il mio posto

E tu seduta lì al mio fianco

Mi dirai

Destinazione paradiso

Paradiso città...