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I “Giuòchi d’Un Tèmpo” insegnano ancora PDF Stampa E-mail
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Lunedì 28 Novembre 2022 18:09

Sembra proprio che il Tèmpo non passi, infatti quei “Giuòchi” che un tempo (ca. 70 anni or sono e più) si svolgevano nei corili, nelle piazze, sulle strade, negli oratori ovvero all’aria aperta, pare riscoprano un rinnovato interesse. In realtà c’è da rilevare una differenza sostanziale perché una volta erano i bambini che si misuravano con tali giochi confrontandosi coi ragazzi più grandi (i loro maestri) e questo era possibile perché ci si trovava “fuori all’aperto” piccoli e grandi, maschi e femmine dove l’ambiente in cui si viveva lo permetteva: poche auto in circolazione, le case distribuite sul territorio che lasciavano spazi liberi, oppure campi agricoli che si potevano invadere a stagione morta.


Già, per noi di una certa età (sopra i settant’anni), è facile ritornare in un batter d’occhio a quei gioiosi, spensierati e indimenticabili momenti che rappresentano (per chi li ha goduti) un bagaglio
di esperienze di vita vissuta irremovibile. Oggi, peraltro, queste persone hanno un motivo in più per apprezzarli quando si paragonano a quelli odierni che risultano essere: virtuali, individuali, muti,
meccanici, costosi, inquinanti, impersonali, limitanti nelle azioni motorie proprie, per nulla aggregative, scarsamente socializzanti e perfino dannosi, tant’è che da qualche anno ne sono state
notificate le evidenze scientifiche.

 

Purtroppo la modernità (urbanistica, stili di vita) ha sacrificato lo svago coi “Giuòchi d’Un Tèmpo” tanto da creare una interruzione di costumi, di saperi al punto che dopo due o tre generazioni se ne
è persa la conoscenza. Ecco dunque che spetta ai nonni riscoprire e riproporre con soddisfazione quei diletti che sanno creare situazioni di sano confronto fisico e mentale, nonché testimoniare
l’auspicabile ravvedimento a tornare sulle antiche pratiche disciplinari.

 

È così che allora la scuola elementare Vittorio Alfieri di San Fruttuoso apre le porte alle tradizioni in una giornata importante quale è l’Open Day, nella quale si presenta l’offerta didattica
contestualmente a quella ambientale e “Giuòchi d’Un Tèmpo”, onorevolmente, fa parte dei nove laboratori didattici ufficiali (Origami, Musica, Coding, Lettura, ecc.) che saranno praticati sabato 26
novembre 2022 dalle ore 9 alle ore 12,30.
Dunque un grazie a queste volenterose e avanguardiste insegnanti che, profittando del patrimonio culturale intrinseco in tali svaghi, dimostrano che pure nella modernità essi giovano al ben-essere dell’umanità.

Stefano Mauri
Esperto “Giuòchi d’Un Tempo” A.C.B.

 
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L' Editoriale

La gente come noi non molla mai … ed il Monza vola in A

Attenzione: apre in una nuova finestra. PDFStampaE-mail

calciom(Laura Giulia D'Orso). “Io sono del Monza: non riusciremo mai ad andare in Serie A”. Questa mitica frase pronunciata da Renato Pozzetto nel film del 1979 “Agenzia Riccardo Finzi… praticamente detective” fotografava da oltre trent’anni lo stato d’animo di ironica rassegnazione nonostante il quale migliaia di brianzoli trovavano la forza di tifare per il Monza.

Prima al Sada, poi al Brianteo, vari ricordi di bravi giocatori cresciuti nel Monza e poi comprati che hanno fatto la nostra storia. Ieri, 29 maggio 2022 la storia è stata scritta da un manipolo di ragazzi tenaci, grintosi, capaci di non piangersi addosso, da un allenatore pacato quanto attento e severo e da uno staff tecnico e dirigenziale da fare invidia.

E finalmente l’incantesimo si è spezzato e sulle note di Destinazione Paradiso il Monza Calcio entra nell’Olimpo delle grandi! Orgoglio longobardo, compostezza brianzola, tifo mai oltre le righe. Mentre il Maxischermo trasmetteva un’interminabile partita con risultati da montagne russe i ragazzi hanno cantato e cantato per tutta la notte.

Gli account di twitter dell’AC Milan e del FC Inter ci hanno cinguettato un augurante e sportivo “benvenuti per la storica promozione nel club più esclusivo del calcio italiano, la serie A”.

Piacevole sensazione.

E mentre in piazza si festeggia incontrando Aldo Baglio o Filippo Tortu ti sembra tutto un po’ strano e in sottofondo, nella tua testa senti Gino Paoli cantare …. eravamo quattro amici al bar che volevano cambiare il mondo ti vengono in mente il dott. Sada, la Simmenthal, la famiglia Cappelletti, l’ostinazione di Alfredo Magni, i Giambelli con dei giovani Costacurta, Pierluigi Casiraghi, Monelli e Begnini, i Colombo, il gruppo Finivest … il passato si fonde con il presente, le figurine della Panini che tenevo nella tasca del grembiule bianco alle elementari per gli scambi durante la ricreazione si mischiamo con la tecnologia di Fifa 2022/23.

Sapete che c’è? Mi piace pensare a Zio Bes, il Maestro come lo chiamavamo con deferenza, noi giornalisti, chissà mai che qualche “aggiustatina” alla palla dal grande campo del cielo lo abbia pure fatto! e allora è vero ... destinazione ParAdiso

Un viaggio ha senso solo senza ritorno

Se non in volo

Senza fermate nè confini

Solo orizzonti neanche troppo lontani

Io mi prenderò il mio posto

E tu seduta lì al mio fianco

Mi dirai

Destinazione paradiso

C'è che c'è, c'è che prendo un treno

Che va a paradiso città

Io mi prenderò il mio posto

E tu seduta lì al mio fianco

Mi dirai

Destinazione paradiso

Paradiso città...