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Imbarazzo della scelta al Teatro Parenti di Milano PDF Stampa E-mail
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Giovedì 14 Dicembre 2023 06:41
(Vittoria Lìcari) Festeggia quest’anno i suoi cinquant’anni di attività il Teatro Franco Parenti (già Salone Pier Lombardo) che, nato in un momento di crisi dei teatri stabili per iniziativa appunto del grande attore e  regista insieme a Giovanni Testori, Dante Isella, Gian Maurizio Fercioni e Andrée Ruth Shammah - che ne è direttrice artistica dal 1989 – assurse ben presto a una posizione di grande rilevanza nel panorama teatrale milanese.
Disponendo di numerose sale, il Parenti è in grado di proporre diversi spettacoli in contemporanea, cosicché il suo cartellone è in senso assoluto il più ricco della città, potendo coniugare la quantità di titoli proposti a una qualità altissima.
Il 3 dicembre sono terminate le repliche dello spettacolo più importante della stagione in corso, Il misantropo di Molière, per la regia di André Ruth Shammah, che incontrò per la prima volta il grande drammaturgo francese proprio con questo testo, messo in scena da Franco Parenti nel 1977. Ne è stato protagonista Luca Micheletti, straordinaria figura di attore, regista, drammaturgo, nonché cantante lirico di altissimo valore, che ha anche collaborato alla traduzione di Valerio Magrelli, in versi settenari incrociati. Scelta felice quella della traduzione in rima, che rende l’ascolto piacevolissimo, accentuando la naturalezza del linguaggio, anziché contrastarla, come si sarebbe invece portati a pensare. Il testo fluisce senza alcuno sforzo ottimizzando la retorica verbale e gestuale, in quanto l’energia che la rima contiene – come afferma Magrelli – la sostituisce nella misura esatta voluta dall’autore, neutralizzando eventuali eccessi – sempre possibili -da parte degli interpreti, che qui erano – nei ruoli principali - Angelo Di Genio (Philinte), Marina Occhionero (Célimène), Maria Luisa Zaltron (Eliana), Filippo Lai (Clitandro), Vito Vicino (Lacasta), Emilia Scarpati Fanetti (Orsina), oltre al già citato Micheletti e alla partecipazione di Corrado d’Elia nelle vesti di Oronte. La scena, di Margherita Palli, raccoglie la felice intuizione di Andrée Ruth Shammah di ambientare lo spettacolo nella ricostruzione di uno degli ambienti del Parenti – la Sala Testori – che era stata sede delle prove. I costumi di Giovanna Buzzi circondano di colori pastello il protagonista, abbigliato di scuro a rappresentare il suo carattere.
 
A fine novembre è stato rappresentato Supernova - regia e drammaturgia di Mario De Masi - storia della generazione di una famiglia, dalla nascita alla sua disgregazione. Alla morte grottesca e improvvisa del padre, i tre figli si scoprono adulti loro malgrado. Differenti le reazioni: fuga, responsabilità, stallo. La madre, forza attraente e respingente allo stesso tempo e nucleo morente intorno al quale si continua a orbitare, plasma il carattere dei figli e ne determina i singoli percorsi. Poco prima della sua morte, questi percorsi si reintrecciano di fronte al disfacimento della famiglia e delle memorie a essa legate. Fuga e ritorno in una realtà che non muta, eternamente consegnata al vano tentativo di sfuggire al tempo: si scappa dalla morte per tornare alla morte. Originale e coinvolgente l’interpretazione che ne hanno dato Alessandro Gioia, Fiorenzo Madonna, Antonio Stoccuto, Lia Gusein-Zadé, della pluripremiata compagnia “I pesci” formatasi a Napoli nel 2014 e composta da artisti con formazioni ed esperienze diverse, ma con una visione in comune: lo sviluppo di una forma scenica, un codice teatrale, che abbia al centro di ogni sperimentazione l’attore/performer in tutte le sue possibilità, sia espressive che autoriali, nella creazione di drammaturgie originali, ma anche nell’incontro con i classici.
Fino al 13 dicembre sono in scena un capolavoro del Novecento teatrale italiano qual è Così è (se vi pare) di Luigi Pirandello - con Milena Vukotic e Pino Micol, per la regia di Geppy Gleijeses – e In stato di grazia. Favola inchiesta ispirata a Pinocchio interpretata da otto bambini con e senza disabilità, frutto di un lavoro di gruppo guidato da due attrici, Lia Gallo e Laura Serena, e dalla regista Francesca Merli, tre professioniste che da anni si dedicano anche a contesti di fragilità e sviluppano progetti di teatro sociale. Le disabilità dei giovani attori coinvolti nel progetto sono diverse e all’apparenza inconciliabili tra loro: autismo, sindrome di down, ritardo cognitivo e disturbo ipercinetico. Al centro dello spettacolo la relazione tra Pinocchio e Geppetto e, più in generale, quella tra genitori e figli, in una narrazione al confine tra immaginario e reale che dà voce ai conflitti, alle paure, ai limiti con cui convivere, ma anche all’amore, al coraggio e ai traguardi raggiunti e da raggiungere. Protagonisti non sono soltanto i bambini, ma anche le madri e i padri: sul palco, infatti, i gesti vivi e le parole dei giovani interpreti si uniscono a frammenti video in cui a raccontarsi sono i genitori. Si tratta di storie di gravidanze difficili, nascite premature, adozioni, e di risposte a domande cruciali sui temi dell’inclusione, dell’autonomia, del futuro dei propri figli. Perché anche Pinocchio a un certo punto deve affrontare la paura nella pancia della balena, e trovare il modo e il coraggio di diventare grande. Lo spettacolo nasce dopo un anno di laboratorio gratuito iniziato a novembre 2021 e realizzato da Campo Teatrale, centro culturale attivo da più di vent’anni sul territorio milanese, con l’obiettivo di promuovere il dialogo e l’inclusione tra bambini abili e disabili. Reso inizialmente possibile grazie al contributo di Fondazione di Comunità Milano, è proseguito fino a oggi grazie a una campagna di crowdfunding realizzata in collaborazione con Produzioni dal Basso.
Il 12 e 13 dicembre è la volta di Control Freak, in cui un personaggio divertente ed eccentrico – il performer Kulu Orr  - suona strumenti musicali futuristici con un’abilità sbalorditiva, coinvolgendo anche alcuni spettatori che partecipano all’intricata esecuzione di capolavori musicali di Bach, Nina Simone, The Beatles e altri ancora. Grazie alla tecnologia all’avanguardia incorporata nei costumi e negli strumenti musicali – risultato di una ricerca decennale – Kulu Orr suona tutta la musica dal vivo, monta video in tempo reale, esegue abilità circensi e controlla tutte le luci. Un vero e proprio show in cui il pubblico diventa parte integrante dell’esibizione.
Questo titolo fa parte della rassegna Israele: tradizione e creatività. Energie da Tel Aviv, una serie di spettacoli teatrali e di danza, musica e incontri che vuole indagare e raccontare la relazione tra creatività contemporanea, religione ebraica e cultura della tradizione, guardando con grande interesse alla scena teatrale e performativa contemporanea di Tel Aviv, in cui si trovano una forza, una potenza e una vitalità uniche. Accanto a spettacoli e performance è previsto un programma di incontri e conferenze con studiosi e divulgatori del pensiero ebraico per comprendere proprio queste corrispondenze: fra questi, domenica 17 dicembre alle 18, un incontro particolarmente interessante, con Roi Chen, scrittore, traduttore stabile del Teatro Gesher, uno dei più importanti teatri israeliani. In questo incontro, Chen condividerà, accompagnato da testimonianze video, il percorso creativo e artistico nato dall’esperienza con adolescenti “fragili” che ha ispirato la drammaturgia di Chi come me, testo che è stato scelto da Andrée Ruth Shammah per il suo nuovo spettacolo, che debutterà a Febbraio 2024. Ultimo titolo della rassegna sarà, il 20 e 21 dicembre, Grannies, un divertentissimo drag show sulla vecchiaia proposto dal Jerusalem Khan Theatre, che, secondo la critica, ha prodotto i lavori più pionieristici degli ultimi anni.
Dal 14 al 17 dicembre, dalla Biennale College Teatro (registi Under 30), arriva Cirano deve morire, riscrittura per tre voci dell’opera di Edmond Rostand. Una straordinaria storia di amore e di amicizia, uno dei più famosi “triangoli” del teatro moderno: due amici e una donna di cui entrambi si innamorano, tre giovani, proprio come gli attori chiamati a interpretarli sulla scena. Una resa dei conti in cui Rossana, unica sopravvissuta, non riesce a liberarsi dei fantasmi che hanno distrutto la sua vita con l’inganno di un amore impossibile, ma che allo stesso tempo le hanno donato gli unici momenti di felicità, con la forza della fantasia. Rime taglienti e ritmo indiavolato per uno spettacolo che trasforma la poesia di fine ‘800 in potenti versi rap, perfetti per “moltiplicare i significati in modo perverso e labirintico”.
 
Fino al 7 gennaio 2024, inoltre, si rinnova l’appuntamento con l’ormai tradizionale Inverno ai Bagni Misteriosi, un insieme di iniziative che trasformano il centro balneare che è parte integrante del complesso teatrale, in un villaggio per bambini e famiglie dedicato alla magia del Natale e alla creatività artigianale. I visitatori troveranno una pista di pattinaggio, mercatini, luminarie, laboratori, installazioni, spettacoli per bambini e dehors riscaldato.
Per i più piccoli, oltre agli spettacoli della stagione Piccoli Parenti, a loro specificamente dedicata, ci sarà la possibilità di partecipare al laboratorio Le mille e una storia: fiabe e travestimenti da paesi lontani che consentirà ai bambini di entrare in un mondo incantato con sottofondi musicali, giochi dei travestimenti – stoffe che diventano mantelli, turbanti, pantaloni da odalisca e accessori come cavalli, lampade magiche – e le letture interattive degli attori del Teatro Parenti.  Infine, l’installazione Piccoli musei sentimentali - percorso poetico di Antonio Catalano dal progetto Universi Sensibili. I musei sentimentali sono veri e propri musei portatili che espongono, classificano e narrano piccole meraviglie della natura, spesso invisibili ai nostri sguardi distratti: foglie cadute, fiocchi di neve, piume, piccoli sentimenti, nuvole, acqua, vento…
 
Da non perdere, infine, il 17 dicembre, la proiezione di Scarrozzanti e spiritelli
50 anni di vita del Teatro Franco Parenti, docufilm sul cinquantenario del Teatro Parenti, ideato da Andrée Ruth Shammah e diretto da Michele Mally, selezionato per la Festa del Cinema di Roma 2023.
 
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