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Lettere in redazione: un ricordo di Adele Guffanti Stampa
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Martedì 11 Novembre 2014 07:41
Se ne è andata una persona stupenda, riservata, generosa, grande professionista e grande intenditrice musicale. La Prof.ssa Adele Guffanti aveva fondato le sezioni cittadine del Fai, di Italia Nostra e del Soroptimist, ma non se ne era mai vantata, così come non si era mai vantata del suo volontariato fatto anche in paesi del terzo mondo. Una volta le chiesi come mai una persona come Lei così colta, affascinante, di grande cultura e certamente da giovane una bella ragazza (lo era, con eleganza, anche in età avanzata), non si fosse mai sposata. Mi rispose che di corteggiatori ne aveva avuti, ma Lei aveva fatto le sue scelte di vita libera anche perché consapevole che la sua professione medica a pieno ritma non le avrebbe permesso di avere una famiglia.
Era innamorata di suo padre, medico e grande cultore musicale, con il quale aveva girato tutti i teatri del mondo ascoltando grandissimi musicisti e direttori d’orchestra.
Ha sempre dimostrato la sua intelligenza in ogni momento. Si pensi che lei, grande oculista, ormai non vedeva quasi più, eppure, desiderava partecipare a manifestazioni culturali di vario genere, si faceva passare a prendere, ma bisognava per forza andare con la sua macchina perché Lei voleva comunque sentirsi sempre autonoma e indipendente.
Quello che ci ha unito è stato l’amore che entrambe abbiamo per la musica. E’ stata la mia compagna di tanti momenti musicali belli, interessanti, con dialoghi critici sulle esecuzioni, sempre parsimoniosa anche se talvolta doveva esprimere giudizi negativi. Una volta mi disse: “Se ci fossimo conosciute anni fa, quando eravamo giovani, a Monza avremmo fatto, per la musica, cose incredibili”. L’amore per la musica ci ha unite ed ho avuto modo di apprezzare, standole vicino, le sua qualità personali e professionali. Quante volte mi ha consigliato su farmaci che avrei dovuto prendere e mi sosteneva nei momenti di debolezza. Una grande persona! L’ultima volta che l’ho sentita è stata sabato scorso e avevamo preso l’impegno per sentirci domenica a pranzo per andare lunedì a sentire un concerto. Non c’è stata nessuna domenica per Lei. Ci ha lasciati, lasciando in me un grande vuoto, ma Monza l’ha giustamente onorata con una grande partecipazione alle sue esequie.
Grazie Adele per quello che hai dato a me e a tutti coloro che hanno avuto la fortuna di incontrarti!
Stella Sallustio