| Calcio Monza: la dodicesima notte e la procedura fallimentare |
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| Sabato 28 Febbraio 2015 20:24 |
(Laura Giulia D’orso) Diceva il grande Pelè: “Non c'è niente di più triste di un pallone sgonfio..." ed è così che il pallone sgonfio del Monza dai campi del Monzello è lentamente rotolato in Via Vittorio Emanuele, dove il giudice delegato Nardecchia ed i suoi colleghi dovranno valutare lo stato d’insolvenza del Monza e decidere sulle istanze di fallimento presentate il 24 e le eventuali desistenze presentate entro venerdì 6 marzo per i crediti pagati ovviamente in maniera conforme alla Legge e perciò niente contanti, perché la provenienza non è a sapersi, niente assegni scoperti o post datati, niente fidejussioni poco credibili e altro ancora...
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Sicuramente, però, il peggior nemico del Monza è il Tempo, finora lasciato trascorrere con grandi proclami e promesse, ma pochi fatti concreti. Gli addetti ai lavori stanno valutando le varie opzioni ma l'unica soluzione sostenuta da chi conosce bene la materia è l'immediata ammissione alla gestione provvisoria con la nomina di un curatore fallimentare. Come funziona la procedura?Primo passaggio: dichiarando il fallimento dopo l’analisi dei bilanci e dei dati in possesso del Tribunale.
Una volta dichiarato il fallimento, lo stesso tribunale potrà autorizzare l'esercizio provvisorio nel caso che possa derivare un danno grave al patrimonio aziendale (nel caso del Monza per esempio la perdita del titolo sportivo) e vari danni ai creditori dall’interruzione dell’attività dovuta al fallimento. Il curatore fallimentare avrà un mese circa per stimare l'effettivo e reale valore del Monza e amministrare i suoi beni e la quotidianità della società sotto la direzione del giudice delegato. Deve poi accertare lo stato attivo cioè il patrimonio e quello passivo, cioè i debiti che ha la società in questo preciso momento e mettere questi debiti in ordine secondo una graduatoria per i crediti privilegiati, vendere i beni immobili qualora il Monza ne avesse e dividere proporzionalmente la somma realizzata fra i creditori. Successivamente servirà del denaro fresco da immettere nella società per arrivare a fine stagione. Dovrà perciò esserci qualcuno che paghi le spese vive di gestione fino al termine del campionato (prima squadra, settore giovanile, centro sportivo, sicurezza e illuminazione dello stadio oppure partite a porte chiuse). Chiunque lo può fare, un imprenditore, uno sponsor, una cordata di imprenditori? Attualmente non è ancora dato a sapere anche se in città molteplici voci si rincorrono. Secondo passaggio: se si riuscisse ad arrivare a questo punto la prima squadra continuerebbe a giocare e dovrebbe cercare di portare a termine la stagione con il miglior piazzamento possibile per essere appetibile sul mercato. Nel frattempo il curatore fallimentare avrà preparato il bando d'asta per la vendita della società. Tale cessione dovrà obbligatoriamente essere effettuata entro massimo la metà giugno, per avere i tempi tecnici necessari per l'iscrizione al campionato sportivo della prossima stagione.
Terzo passaggio: l'ipotetico imprenditore che ha investito capitale per permettere al Monza di concludere il campionato non è però ancora il proprietario del Monza. Anche lui dovrà concorrere all'asta fallimentare indetta dal Tribunale di Monza con altri potenziali compratori e ovviamente il denaro investito sarà scalato dalla cifra necessaria per l'acquisizione. Al massimo si potranno avere tre aste con due conclusioni. La prima, se nessuno dimostrasse l'intenzione di comprare il Monza si ripartirebbe dai dilettanti mentre, in caso di un compratore si ripartirebbe dal campionato sportivo che la squadra si è guadagnata sul campo a fine campionato.
Tutto questo se il Tribunale deciderà di procedere per il Fallimento. Altrimenti potrebbe ancora protrarsi a lungo questa difficile vita calcistica.
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