| Via Kullmann: prima strada italiana dedicata ad un hockeista - Il conflitto bellico non ferma la passione per l'hockey |
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| Mercoledì 23 Settembre 2020 05:56 |
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Diventato Ufficiale di Fanteria nel '42, Kullmann partecipò alla campagna di Albania, ricevendo la croce al Merito di Guerra e approfittando delle rare licenze per tornare a giocare nella sua Monza. A fine conflitto, nel 1946, mentre l'Italia assemblava lentamente i pezzi dopo la devastazione della guerra e lo sport cercava una lenta e faticosa riorganizzazione, l'hockey pista con incredibile lungimiranza si ritrovava a Montreux per un'edizione della Coppa delle Nazioni per Club, una sorta di antesignana Coppa dei Campioni. Il suo Monza vinse un torneo straordinario, battendo ogni avversario, compreso il Benfica, squadra in cui per l'occasione era confluita l'intera nazionale lusitana. L'eco del trionfo giunse anche alla Radio Nazionale, che intervistò un raggiante Kullmann e i ragazzi biancorossi campioni d'Europa.
La grandezza sportiva e il rispetto per l'avversario portò Luigi a stringere amicizia con grandi personaggi dello sport mondiale. Su tutti spicca il rapporto con Don Juan Antonio Samaranch, a cui lo lega un curioso aneddoto: ad Anversa nel 1946 il futuro presidente del CIO chiese a Kullmann di trasferirsi a Barcellona per aiutarlo ad diffondere la disciplina dell'hockey sobre patines. Il monzese rifiutò con garbo ad un trasferimento stipendiato "Perché la mia vita è in Brianza" e l'anno seguente convogliò a nozze con Elsa Beretta, diventando prima cognato di Franco Beretta, uno dei più grandi maestri di pattinaggio artistico italiani e poi papà della bella Marika.
L'altra grande passione della sua vita è rappresentata dal pattinaggio, che in gioventù praticava, come era usanza di quegli anni, parallelamente all'hockey. Insieme al maestro Franco Beretta nel 1947 fondò lo Skating Club Monza, riscuotendo enorme successo, al punto che il preside delle scuole di Via Lecco concesse l'utilizzo della palestra a piacimento. Il tanto amore venne ricambiato con 76 titoli nazionali individuali, oltre a svariati successi in campo europeo e mondiale.
Luigi Kullmann chiuderà la carriera da giocatore a Savona il 6 maggio del 1955, a 39 anni, per intraprendere quella di dirigente aziendale e sportivo, lavorando senza sosta per la promozione a 360° di hockey e pattinaggio artistico.
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