| Le Nozze di Figaro |
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| Giovedì 12 Gennaio 2017 07:14 |
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Nel momento in cui, però, Figaro (Markus Werba) la distruggeva saltandoci sopra, appariva chiaro che la dissacrazione sarebbe stata la vera cifra stilistica del lavoro di Wake-Walker, una dissacrazione, peraltro, per nulla originale, già vista e rivista tante volte, piena di gesti senza senso, affollata da figuranti, con diverse cadute di gusto a sfondo sessuale. Un lavoro, nell’insieme, inutile, anzi, persino dannoso per la buona riuscita generale della rappresentazione, in quanto totalmente scollato dall’impianto drammaturgico-musicale dell’opera, di per sé già perfetto. Né la direzione di Franz Welser-Möst contribuiva a migliorare la situazione, così priva di dinamiche, sempre troppo forte, poco attenta ai dettagli. C’è però da chiedersi quanto il lavoro del regista abbia potuto mettere i bastoni fra le ruote al direttore, il quale, comunque, non pareva avere particolarmente a cuore né i recitativi né la valorizzazione delle voci. Voci di tutto rispetto, a cominciare dal già citato Markus Werba, per proseguire con Carlos Álvarez e Simon Keenlyside, che si sono susseguiti nel ruolo del Conte, Golda Schultz, ottima Susanna, e Marianne Crebassa, altrettanto ottimo Cherubino. Diana Damrau, invece, non era per nulla convincente nelle vesti della Contessa: la sua voce, infatti, neppure con la maturità ha assunto le caratteristiche giuste per questo personaggio, essendo troppo piccola e chiara. E’ comprensibile che un’artista desideri, con l’avanzare della carriera e dell’età, ampliare i propri orizzonti interpretativi, ma dovrebbe comunque commisurare obiettivi e possibilità. Ben bilanciato il gruppo dei “guastafeste”: Anna Maria Chiuri (Marcellina), Andrea Concetti (Bartolo) e Kresimir Spicer (Basilio). Questi ultimi hanno rispettivamente ricoperto anche i ruoli di Antonio e Don Curzio, mentre Theresa Zisser, solista dell’Accademia scaligera di perfezionamento per cantanti lirici, ha disinvoltamente sostenuto la parte di Barbarina. |





