| Gille Villeneuve:il mito che non muore |
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| Mercoledì 08 Agosto 2018 07:32 |
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leneuve, con il suo temperamento, conquistò subito le folle e ben presto diventò… Gilles! Sì, c’è chi lo ha definito aviatore e chi lo valutava svitato, ma con la sua generosità, con il suo ardimento, con la capacità “distruttiva” che aveva nel pilotare le macchine, macinando semiassi, cambi di velocità, frizioni, freni, ci insegnava cosa bisognava fare perché un pilota potesse difendersi in un momento imprevedibile, in uno stato di necessità. È stato campione di combattività e ha regalato tanta notorietà alla Ferrari. Io gli volevo bene. Enzo FerrariDal 11 agosto al 23 settembre 2018, arriva all’Arengario di Monza la mostra “Gilles Villeneuve. Il mito che non muore” per ripercorrere la storia umana e sportiva di uno dei piloti più amati dal pubblico attraverso l’esposizione di oltre 150 fotografie di Ercole Colombo, corredati dai testi di Giorgio Terruzzi, che accompagnano il visitatore lungo l’emozionante vicenda biografica di Villeneuve. La mostra. Negli spazi dell’Arengario, in Piazza Roma, saranno in mostra le immagini più significative di una carriera folgorante, una lunga successione di sorpassi, azzardi e sbandate, che contribuirono a far nascere tra i tifosi ferraristi quella “Febbre Villeneuve” che mai li abbandonerà.Il racconto prende avvio dagli inizi della sua carriera analizzando il periodo della giovinezza, quando comincia la sua passione per i motori. Nel 1973 il debutto nel mondo delle monoposto: Formula Ford, Formula Atlantic, Formula 2, sino all’esordio in Formula 1 con una McLaren, nel Gran Premio di Gran Bretagna. Il 1977, l’anno di svolta per la sua carriera. Il 29 agosto, a Maranello, Villeneuve incontra per la prima volta Enzo Ferrari e dopo poche settimane Gilles debutta sulla rossa, il 9 ottobre, in Canada, in sostituzione di Niki Lauda La mostra prosegue con la ricostruzione delle vicende in pista e delle vittorie considerate capolavori assoluti nella storia della Formula 1, sino al tragico e ultimo incidente sul circuito di Zolder nel 1982, che segnò la fine della sua giovane vita. La conclusione della mostra è dedicata invece al figlio Jacques, che ha portato a termine una sorta di missione di famiglia, conquistando uno storico tris di vittorie: il campionato Kart americano, la 500 miglia di Indianapolis e, infine, il campionato di Formula 1, nel 1997. Nelle sue fotografie, Ercole Colombo cattura appieno le emozioni del momento e oltre a documentare le vicende in pista, testimonia la nascita di una leggenda, amato e ammirato per lo stile di guida spettacolare. La rassegna è arricchita da alcune immagini provenienti dal Museo Villeneuve di Berthierville in Canada, da un video realizzato per l’occasione con una testimonianza di Mauro Forghieri, storico ingegnere motorista della Ferrari, oltre che da due tute personali del pilota. La mostra, promossa dall’Amministrazione Comunale, è a cura di Ercole Colombo e Giorgio Terruzzi, organizzata e prodotta da ViDi, in collaborazione con Motorsport Images e il Museo Gilles Villeneuve. Arengario, Piazza Roma 11 agosto - 23 settembre 2018 30 agosto ore 18 - Incontro con Ercole Colombo e Giorgio Terruzzi Orari: dal martedì al venerdì: 15-19 sabato: 10-13 /15-19 / 20-23 domenica e festivi: 10-13 /15-19 In occasione di #MonzaFuoriGP, dal 30 agosto al 1 settembre, orario continuato 10-23 Ingresso libero Informazioni: tel. 039.366381 email: Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. Prodotta da Vidi srl In collaborazione con: Motorsport Images e Museo Gilles Villeneuve Sponsor: Banco BPM |




leneuve, con il suo temperamento, conquistò subito le folle e ben presto diventò… Gilles! Sì, c’è chi lo ha definito aviatore e chi lo valutava svitato, ma con la sua generosità, con il suo ardimento, con la capacità “distruttiva” che aveva nel pilotare le macchine, macinando semiassi, cambi di velocità, frizioni, freni, ci insegnava cosa bisognava fare perché un pilota potesse difendersi in un momento imprevedibile, in uno stato di necessità. È stato campione di combattività e ha regalato tanta notorietà alla Ferrari. Io gli volevo bene. Enzo Ferrari
