| Villa Contemporanea: focus su Adriana Annino |
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| Venerdì 29 Gennaio 2021 13:35 |
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Villa Contemporanea, per far fronte alla chiusura dei propri spazi espositivi, in ottemperanza al nuovo Dpcm, ha deciso di proporvi un nuovo format settimanale: FOCUS. Ogni venerdì desideriamo portare alla vostra attenzione un
lavoro di un nostro artista. In questo momento, in cui non è possibile fruire dell’arte in presenza, desideriamo mantenere alta l’attenzione sulle proposte dei nostri artisti utilizzando un format online. La nostra volontà è quella di rimanere in contatto con voi, stimolando la vostra curiosità e facendovi compagnia in attesa di rivederci presto, con le debite precauzioni, in galleria. Adriana Annino
La sua sensibilità è tesa al racconto figurativo. Le sue sono opere pittoriche ricche di allusioni e di suggestioni; vi troviamo tracce di un bagaglio artistico che è punto di partenza di nuovi spunti creativi dove passato e presente, emozioni e vissuto, si confrontano continuamente per dare vita a nuove visioni temporali e spaziali, esplosioni di forma e colore.
Il punto di partenza è l'uomo con il suo linguaggio: attraverso la pittura l'artista si fa portavoce delle molteplici voci che animano ognuno di noi. Ciascun personaggio rappresentato si manifesta come possibilità e impulso vitale.
Nell'opera intitolata "The bush" (Il cespuglio), Annino rappresenta l'esito di un conflitto tra diverse immagini appartenenti a contesti differenti: l'opera è ricca di citazioni e di significati. La scena, apparentemente ambientata in uno spazio commerciale, ci pone dinnanzi a diversi spunti iconografici: il crocefisso, simbolo dell'iconografia religioso-cristiana, la merce sugli scaffali, simbolo di una società capitalistica, la scena in primo piano, omaggio all'illustrazione erotica, la tela esposta sullo fondo, riflessione sul mondo dell'arte. Tutti questi elementi contribuiscono a confonderci e a farci fare i conti con il nostro vissuto. E' evidente che nelle opere di Annino c'è sempre un riflesso del suo mondo ma è anche evidente che quest'opera "urla" di umanità; ognuno di noi, con il suo vissuto, le sue esperienze, la sua formazione, si ritrova protagonista della scena e vi interpreta un ruolo. I bisogni, il desiderio, le responsabilità ed il comportamento sono spunti imprescindibili dell'arte di Annino che utilizza nelle sue opere un linguaggio stratificato e vibrante.
Così parla l'artista a proposito del suo lavoro: Nel lavoro mi domando quale sia la relazione tra me e la pittura utilizzando più soggetti, anche autobiografici. Studio in modo non prevedibile immagini e problemi che cerco con rigore, trascinandoli dentro il lavoro attraverso una sintesi legata anche al segno. Mi piace utilizzare i concetti di responsabilità e alibi, il pensiero, la filosofia e la religione, includendo scarti della rete, per innescare più riflessioni contemporaneamente, ad esempio il fatto che sia illogico, falso e anche di cattivo gusto concludere che la realtà, la verità e la bontà siano per forza tutte una questione di principio.
BIOGRAFIA DELL'ARTISTA
Adriano Annino è nata a Napoli nel 1983. Vive e lavora a Milano. Nel 2014 è vincitore del premio Arteca, Premio Arte Rugabella Principali mostre personali:
2019/ The bush, Villa Contemporanea, Monza 2018/ Marco/Tom/Moll, Microba, Bari, a cura di Nicola Zito 2018/ Termoclino Guidarello , Casa Vuota, Roma, a cura di Francesco Paolo del Re e Sabino De Nichilo 2017/Termoclino Marinella, Nuvole Arte Contemporanea, Montesarchio, a cura di Domenico Maria Papa 2017/ Centers Thermocline, Ateliermultimedia Galerie, Vienna, a cura di Domenico Russo 2015/ Walls have mouths to tell, Villa Rusconi, Milano, a cura di Fabio Carnaghi 2015/ Nulla due volte, con la partecipazione di La Marrana arteambientale, Sarzana, SP 2014/ A day in the life, Lem, Sassari, a cura di Ivan Quaroni Principali mostre collettive:
2020/ L'altra individualità. Nuova figurazione nell'epoca dell'evanescenza, state of, Milano a cura di Domenico Russo, Luca Zuccala, Andrea Tinterri 2019/ Pendason de Crémaillère, CampoBase Torino, a cura di CampoBase 2019/ Drawing Storage Assonances, Alliance Francaise, Bologna, a cura di Giovanna Sarti 2018/ The other side of the moon, Galleria Bertoni, Cervignano del Friuli, a cura di Eva Comuzzi and Orietta Masin 2018/ Condizione, Elephant Paname, Parigi, a cura di Roberto Baciocchi 2018/ Angry Boys, Det Ny Kastet Museum, Thisted Denmark, a cura di Claudia Cosmo 2017/ Linea Inquieta, dall'espressionismo alla nuova oggettività, Palazzo Ceschi, Valsugana (tn), a cura di Paolo Dolzan 2017/ Asylum, Exmà, Cagliari, a cura di Roberta Vanali 2017/ Studio Freud, Studi Festival #3, Studio B&G, Milano, a cura di Fabio Carnaghi |





