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La Brianza che inspira (L.G. D'Orso) PDF Stampa E-mail
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Domenica 12 Dicembre 2021 13:07

Alla porte di Milano, in Brianza, a Cavenago. In mezzo alla brughiera c’è una specie di un'astronave, anche se la struttura richiama quella degli antichi fienili. Dentro c’è forse la più avanzata fabbrica di ortaggi del mondo. Andrebbe chiamata fattoria, ma assomiglia più ad una fabbrica del futuro. Si chiama Planet Farms, la visiti con un camice bianco e una retina sui capelli come in sala operatoria; dentro l’aria è purissima e controllata, non per gli umani, che sono pochi, ma per le piantine. Dai semi all’imbustamento finale è tutto quasi completamente robotizzato: i vassoi con i vasetti viaggiano su nastri trasportatori, riempiti di terra e sementi, e portati in celle dove luci led simulano giornate da sei ore (quindi hanno quattro albe al giorno), e due settimane dopo, con un utilizzo di acqua inferiore del 90 per cento e senza pesticidi e anticrittogamici, esce una insalata perfetta. Come se l’aria là fuori fosse quella di un paradiso terrestre.

Dietro questa invenzione, che promette di rivoluzionare il mondo del cibo, c’è Luca Travaglini, che viene da una famiglia che è leader mondiale nella costruzione di impianti di essiccatura e stagionatura di salumi e formaggi. Usando queste tecnologie assieme a Daniele Benatoff hanno creato un modello di fattoria verticale in grado di produrre cibo perfetto, e naturale, in qualunque parte del mondo. Portata sugli scaffali di una grande catena di supermercati l'insalata di Planet Farms è stata subito un successo anche se costa un po’ di più dell’altra. Ma è questione di tempo. Nella fabbrica, da dove a regime usciranno 40 mila confezioni di insalata al giorno (diverse tonnellate), ho visto meno di dieci operatori e presto, mi è stato detto, anche alcuni di loro saranno sostituiti dai robot.

Potrebbe essere una svolta: cibo prodotto in abbondanza anche in condizioni climatiche estreme e usando pochissima acqua (e con il contributo di pochissimi esseri umani).

 
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