| Aura, the immersive light experience alla FABBRICA DEL VAPORE DI MILANO |
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| Mercoledì 12 Gennaio 2022 21:12 |
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(Vittoria Licari) Fino al 9 gennaio è possibile visitare alla Fabbrica del Vapore di Milano AURA, THE IMMERSIVE LIGHT EXPERIENCE, dove colore e luce diventano i protagonisti assoluti di una esperienza totalmente immersiva, in cui lo spettatore si trasforma in attore di uno spettacolo creativo.
L’idea nasce dalla teoria di origine orientale secondo cui l’aura di ciascuno di noi - ovvero quella emanazione luminosa che circonderebbe tutti gli esseri viventi, pur rimanendo invisibile alla normale percezione - interagisce con quella di chi ci è vicino, catalizzando campi energetici nuovi ed emettendo nuove luminosità. Questo allestimento rende tale concetto percepibile a tutti attraverso sofisticatissime tecnologie che sono innanzitutto originali atti creativi e nasce dalla collaborazione fra Pepper’s Ghost – importante firma creativa della digital art – e Sila Sveta, la più grande realtà al mondo nella produzione di installazioni immersive. I visitatori vengono appunto “immersi” in un insieme di luci e suoni che stimolano i sensi e le emozioni. Lo scopo è quello di realizzare un’opera d’arte digitale che trasformi l’ambiente con la collaborazione dei visitatori stessi, i quali sono quindi parte integrante e attiva di un copione diviso in due atti che, però, non si ripete mai in modo identico in quanto modificato dai movimenti dei presenti, che creano così una originale e interessante interazione fra umano e digitale. Ogni visitatore è dunque autore di una sua storia tra luci, proiezioni e spazio, emozioni, sorprese e stravolgimenti in un ambiente simile a un universo parallelo.
Inaugurata lo scorso ottobre in partnership con il Comune di Milano, AURA ha trovato spazio in una delle più famose location Milanesi, “La Cattedrale” presso la Fabbrica del Vapore, uno spazio di 1500mq nella sola navata centrale che arrivano a 2600mq nel suo totale, segnando la ripartenza del mondo delle grandi mostre nel capoluogo lombardo, che rivela così, ancora una volta, la sua anima innovativa e internazionale. Doppio appuntamento alla Certosa di Pavia. Si tratta dell’esposizione di quello che è un autentico tesoro del Museo statale della Certosa, cioè i sontuosi graduali miniati cinquecenteschi, a completamento del restauro e della digitalizzazione in alta definizione di due di essi. Evento nell’evento, per accoglierli è stata aperta la Biblioteca Monastica, ambiente che è tutt’ora di pertinenza del Monastero. Ma una nuova emozione si aggiunge: per la prima volta da molti secoli, le notazioni musicali segnate sulle antiche pergamene e che i monaci dell’antica Certosa trasformavano in preghiera cantata, ritorneranno suono grazie alle voci del Centro di Musica Antica del Collegio Ghislieri dell’Università di Pavia. Fino al 9 gennaio, presso il Museo della Certosa. |





