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Il Nuovo Mondo all'Auditorium di Milano PDF Stampa E-mail
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Giovedì 16 Marzo 2023 09:34
Lucas e Arthur Jussen sono gli Artisti in Residenza dell’Orchestra Sinfonica di Milano per la Stagione 2022/2023. Due fratelli pianisti dalla proverbiale intesa reciproca, che a ogni interpretazione mostrano una freschezza di spirito e un’intensità interpretativa inebriante, due fratelli geniali che hanno letteralmente “incantato” il pubblico milanese nelle loro esecuzioni con l’Orchestra Sinfonica di Milano. Gioia ed esuberanza giovanile disciplinate, sempre, da una rigorosissima tecnica e da una concentrazione intensa, oltre all’indescrivibile intesa musicale che vige tra i due: “Le nostre case distano solo venti metri, e non c’è sera che non ci riuniamo al piano di uno o dell’altro”.
 
Un legame quasi simbiotico che emerge dalla coesione sonora che riescono a costruire. Dei due pianisti, che saranno protagonisti assoluti della terza settimana di marzo all’Auditorium di Milano, in un’intervista Neville Marriner ha dichiarato: “Non si tratta solo di due bravi pianisti che suonano insieme. Percepiscono la più piccola e individuale interpretazione l’uno dell’altro.” Lucas e Arthur Jussen sono simbiotici, e la loro intesa musicale è palpabile dalla platea. Dal palco dell’Auditorium di Milano, che calcheranno giovedì 16 (ore 20.30), venerdì 17 (ore 20) e domenica 19 marzo (ore 16) interpretando Anka Kuşu (La Fenice), il Concerto per pianoforte a 4 mani e orchestra di Fazil Say, diretti per l’occasione da Vincenzo Milletarì, che si cimenterà anche nell’interpretazione della Sinfonia n. 9 in Mi minore op. 95 “Dal nuovo mondo” di Antonìn Dvořák, e dal palco del piccolo Teatro Gerolamo, domenica 19 marzo alle 11, con l’appuntamento della Stagione da Camera dell’Orchestra, intitolato “Andante e Variazioni”: in programma la Sonata per due pianoforti in Re Maggiore K 448 di Mozart e l’Andante e Allegro Brillante per pianoforte a 4 mani op. 92 di Felix Mendelssohn, oltre all’Andante e Variazioni op.46 di Robert Schumann, un’interessantissima composizione per due pianoforti, corno e due violoncelli.
 
Completa il programma il Trio per pianoforte in Mi bemolle maggiore op. 148 D 897 “Notturno” di Franz Schubert. Al corno Sandro Ceccarelli, ai violoncelli Nemanja Stanković e Giovanni Marziliano, al violino Luca Santaniello, ai pianoforti, naturalmente, Lucas e Arthur Jussen. Così, nella settimana in cui l’inverno cede il passo alla primavera, i fratelli Jussen celebrano e proseguono la loro Residenza con l’Orchestra Sinfonica di Milano, Residenza concretizzatasi per la prima volta nell’ambito del Concerto Inaugurale di questa Stagione,al Teatro alla Scala, con l’esecuzione del Concerto per due pianoforti e orchestra in mi maggiore di Mendelssohn. Fazil Say ha scritto Anka Kuşu (la Fenice) per Lucas e Arthur Jussen nel 2020-2021 su commissione della Filarmonica di Monaco, la Amsterdam Sinfonietta, Mozarteum Orchester Salzburg e Boston Symphony Orchestra, con il sostegno del New Works Fund istituito dall’agenzia statale Massachusetts Cultural Council. Quella del 16 marzo sarà la prima esecuzione italiana. Un brano trascinante scritto per pianoforte a quattro mani e orchestra, una travolgente pagina dai ritmi contrastanti e dalle tinte forti.

Un programma sinfonico arricchito dalla Sinfonia “Dal nuovo mondo”, che Antonin Dvořàk compone nel periodo in cui soggiorna negli Stati Uniti. Chiamato nel 1891 da Jeannette Thurber alla guida del Conservatorio di New York, il compositore boemo si trasferisce nel 1892 negli Stati Uniti, e, fin dal suo arrivo nel Nuovo Mondo, si interessa molto ai canti della cultura nera e alle tradizioni popolari dei pellerossa, dedicandosi con attenzione alle musiche e alle cerimonie delle culture tradizionali e trascrivendone le melodie. La Sinfonia in mi minore, nata in quel periodo, fu largamente ispirata dalle musiche tradizionali americane, ascrivibili alla cultura degli indiani d’America e degli afroamericani, un capolavoro orchestrale in cui gli spunti tratti dai temi tratti dal canto popolare americano sono sempre fortemente mediati attraverso la sensibilità europea.
 
Domenica 19 marzo alle ore 11, invece, i fratelli Jussen, attorniati dai Solisti dell’Orchestra Sinfonica di Milano, affronteranno una bellissima pagina cameristica firmata da Robert Schumann e datata 1843: l’Andante e Variazioni op.46 per due pianoforti, due violoncelli e corno, vero e proprio unicum per questo tipo di organico. Scritto subito dopo il Quintetto per pianoforte e il Quartetto per pianoforte, caratterizzato dall’insolito ensemble  di due pianoforti, due violoncelli e un corno, sebbene l’autore ne fosse deluso  e lo avesse ritirato dal suo catalogo, in seguito lo ripubblicò, omettendo due variazioni, in una forma a due pianoforti, come Op. 46, su suggerimento di Mendelssohn. Fu senza dubbio Johannes Brahms a riconoscerne il valore della forma originale – che è quella più spesso eseguita - e a presentarla per la prima volta, con Clara Schumann al pianoforte, nel 1868. Completano il programma la Sonata per due pianoforti in Re Maggiore K 448 di WolfgangAmadeus Mozart e l’Andante e Allegro Brillante per pianoforte a quattro mani op. 92 di Felix Mendelssohn, oltre al Trio per pianoforte in Mi bemolle maggiore op. 148 D 897 “Notturno”di Franz Schubert.

Una doppietta di appuntamenti con cui l’Orchestra Sinfonica di Milano e i fratelli Jussen accoglieranno la primavera in musica!
 
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